PIEVE DEI SANTI IPPOLITO E CASSIANO A RETINA

PIEVE DEI SANTI IPPOLITO E CASSIANO A RETINA

L'impianto della struttura romanica è del tipo basilicale, a tre navate divise in origine da pilastri (le attuali colonne sono rinascimentali) e concluse da tre absidi semicircolari. La copertura dello spazio interno è a capriate nella navata centrale, mentre le navate laterali presentano volte a crociera realizzate nel XVI secolo. All'esterno la facciata mostra ancora il profilo romanico ed è preceduta da un portico.

Alla fine degli anni Settanta la chiesa è stata chiusa al culto per lavori di restauro perché ci si è trovati di fronte a una stratificazione di strutture che vanno dall’epoca romana fino al Cinquecento. Sono venuti alla luce, infatti, resti di un edificio termale sul quale fu eretta una pieve alto medievale che divenne una seconda pieve romanica a tre absidi, leggermente corretta nell’orientazione, con facciata rialzata. Ricostruita a spese del Comune tra la fine del XV e la seconda meta del XVI secolo, fu consacrata con il titolo di Santa Maria degli Angeli nel 1581.

Il rifacimento del Cinquecento, tra l’altro, sostituì i pilastri con colonne e aggiunse un semplice loggiato alla facciata. La complessa stratificazione di elementi strutturali ha reso necessario ricavare un ambiente sotto il piano di calpestio della chiesa per lasciare in evidenza i resti più importanti.

Le indagini archeologiche hanno inoltre rivelato due fornaci di campane, la più antica riferibile alla prima costruzione della pieve romanica, la più recente al suo successivo rifacimento. Il fenomeno della fusione di campane all’interno della chiesa è ricorrente ed è legato a considerazioni di carattere sia pratico (vicinanza del luogo di impiego del prodotto finito, presenza di un cantiere già attrezzato) che sacro (valore consacratorio attribuito all’operazione).

Provvisoriamente dispensato dalla soppressione del 1808, il convento venne chiuso nel 1810, ripristinato nel 1816 e nuovamente soppresso nel 1866.